Roma abbraccia il Mondo, Golden Gala da brividi

17 Settembre 2020

Edizione show della tappa romana della DL dedicata a Mennea. Un record del mondo, tre WL, un record italiano, una MPI U23 e poi bene Mangione e Jacobs. Ve lo raccontiamo QUI

 
di Christian Diociaiuti - dallo stadio Olimpico, Roma

"Tutto strano, uno non si abitua mai al record del mondo. Ho trovato il ritmo sugli ultimi due salti. Farò di tutto per onorare l'ultima gara a Doha, poi davvero posso festeggiare. Il 2020 è stato un anno stranissimo ma pazzesco, non sapevo neanche quali gare si sarebbero potute disputare, riuscirci all'aperto come stasera è fantastico". Non è certo laziale, ma Armand Duplatis a Roma ci ha "preso casa". O almeno, adesso È di casa

Con il suo 6,15 al secondo salto, Mondo, lo svedese che deve ancora compiere 21 anni, supera anche il mostro sacro Bubka. Lo aveva fatto con un 6,18 al coperto, adesso ha anche il canone dell'ufficialità in outdoor, con un 6,15 che lo lega indissolubilmente a Roma e alla notte del Golden Gala "Pietro Mennea" che nella sua 40esima edizione lo ha incoronato.

Un record del mondo, tre WL, un record italiano, una MPI U23 (LEGGI TUTTO QUI): le stelle dell'atletica mondiale nella tappa italiana della Diamond LEague non si rispamiano, tutt'altro. Certo, pesa che non ci sia il pubblico nel tempio dello sport italiano. Ma sono tutti lì, davanti alla tv, a godersi uno show imperdibile.

L'asta inizia per prima e poi regala l'ultimo sussulto, quello più grande: il volo angelico di Mondo Duplantis sul tetto del mondo, un 6,15 che forse può esser migliorato a breve o più in là.

A questa annata "strana e pazzesca" può farne seguire altre, lo svedesino che sta facendo innamorare tutti. Peccato che nella gara dell'asta, quella che riscrive le liste mondiali di sempre, non abbia partecipato Claudio Stecchi: il fiorentino delel Fiamme Gialle a Roma è di casa. Castelporziano, di fatto, è a un passo. Arrivato fino a 5,82, a otto centimetri da quel Giuseppe Gibilisco che lui conosce bene, benissimo, Claudio deve arrendersi prima ancora di entrare in gara: un dolorino al ginocchio, rischioso mettersi a saltare. Anche se è Roma, se è la Diamond League. 

Chi invece gareggia è Alice Mangione: campionessa italiana dei 400 a Padova, si conferma. Certo, rimanendo dietro ai mostri sacri in rosa del giro di pista mondiale, ma davanti a un'altra azzurra, Rebecca Borga con 52.78, a otto cetesimi dal personale. Marta Oliva, che qui nella Capitale la allena, sarà contenta. "C'era un livello alto, però sono soddisfatta del mio tempo anche se noi atleti non ci accontentiamo mai. È stata dura rimanere attaccata alle altre perchè sono davvero forti, ma questo non mi scoraggia, anzi mi gasa di più per fare meglio l'anno prossimo" dice Alice, portacolori dell'Atletica Bresca Metallurgica San Marco e siciliana doc.

Cade il record italiano dei 3000: Genny Di Napoli dopo 24 anni lascia spazio a Yeman Crippa. Nello stadio Olimpico vuoto, ma pieno di occhi che guardano e tifano, il Fiamme oro di Massimo Pegoretti vola. Vero, è quarto, ma a lui serve riscrivere la storia italiana della distanza.

Con 7:38.27, quarto fa il paio con l'altro record di pochi giorni fa, quello dei 5000. E in quella gara un altro atleta di Pegoretti, lazialissimo di Sezze, non finisce la gara. È Mohad Abdikadar. L'aviere pontino che si allena a Trento, si rifarà. 

C'è da dire anche della nuova MPI U23 di Edoardo Scotti (Carabinieri) nei 400: quarto di sempre sulla distanza, "ruba" col suo 45.21 un record che era stato siglato nel 2008 a Pechino da Claudio Licciardello (Fiamme Gialle), oggi allenatore di velocisti a Castelporziano come Angelo Ulisse (Fiamme Gialle, tricolore U18) e Yupun Abeykoon (Atletica Futura Roma), sceso a 10.16 in questo finale di stagione. 

La scorpacciata di top atleti nel "rumoroso silenzio" dell'Olimpico e del Golden Gala si chiude col secondo posto di Gimbo Tamberi nell'alto (2,27) e con la sfida - solita e avvincente - tra Filippo Tortu e Marcell Jacobs. Lo spinter Fiamme Gialle va a 10.09 (poco più del 10.07) di Bellinzona; il Fiamme Oro si ferma a 10.11. La stagione si chiude così, mentre Simbine con 9.96 (vento a +0.3) si prende la gara che mette il sigillo su un Golden Gala 40 che non solo ha ricordato Pietro Mennea, ma anche Primo Nebiolo, con il premio in suo nome alla prestazione di maggior prestigio andato, ovviamente a Mondo Duplantis. Nella speranza che il Golden Gala 2021 torni alla normalità e ci riporti il pubblico dentro un Olimpico straordinario ma troppo vuoto (colpa del covid) per uno spettacolo così grande.

File allegati:
- TUTTI I RISULTATI
- IL RACCONTO DA FIDAL
- LE FOTO


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