Coiro al Paolo Rosi: ''Io, lo sport e lo studio''

19 Marzo 2019

La mezzofondista azzurra incontra i giovani della scuola del CR Lazio: "Conciliare allenamenti e università comporta sacrifici, ma l'emozione del risultato vale più di un milione di serate fuori"

Nuovo incontro per "A scuola con i campioni". Il quarto appuntamento ha visto la presenza della campionessa italiana juniores degli 800 indoor Eloisa Coiro (Fiamme Azzurre) alla scuola dello stadio Paolo Rosi. La 18enne romana, cresciuta nell'Atletica Roma Acquacetosa, ha conosciuto e incontrato i giovanissimi, dando consigli utili per proseguire nella loro attività di atleti. In questa intervista, andiamo a scoprire qualcosa di più.

Chi è Eloisa e che hobby ha?

Sono una persona molto organizzata, determinata e con un grande senso del dovere. Sono molto dura con me stessa, cerco sempre di dare il massimo. Coltivare un hobby con continuità è molto difficile non avendo molto tempo a disposizione tra allenamenti e lo studio, mi piace l’arte contemporanea, quando posso vado a visitare qualche mostra, e la musica anni '80.

Che effetto ti ha fatto fare lezione ai giovani che come te hanno iniziato a fare atletica al Paolo Rosi?

È stato davvero una bellissima esperienza, ho rivisto me stessa da piccola, è stato davvero bello perché ho trovato dei ragazzi molto disponibili e molto interessati. È fantastico vedere come il buon lavoro degli istruttori stia trasmettendo ai giovani curiosità e amore per l’atletica.

Come concili la tua vita privata con il tuo lavoro?

Conciliare allenamento e studio è davvero molto impegnativo e comporta diversi sacrifici, ovviamente sacrifici per una ragazza di 18 anni, quindi le uscite di sera con le amiche sono molto limitate. Tutti questi sacrifici sono però ampiamente ripagati dai risultati in pista, l'emozione del risultato vale più di un milione di serate fuori.

Eloisa Coiro con i ragazzi e gli istruttori della scuola del Paolo Rosi

Con lo studio universitario sto beneficiando del progetto Sport Academy della Luiss che mi consente di organizzare lo studio con i miei allenamenti.

Quale seduta di allenamento preferisci, e quale detesti?

Detesto in assoluto correre i chilometri, per il resto mi piace tutto purché mi venga bene, i chilometri mi vengono male e quindi proprio non mi piacciono!

La tua seduta di allenamento più bella?

Il 2018 è stato un anno particolare dove ho potuto gareggiare poco, ma ricordo una bella seduta di allenamento svolta in raduno a Predazzo, poco prima dei Campionati Italiani Assoluti di Pescara che mi ha dato la convinzione di poter fare bene. Ho corso un 500m-300m-200m con pausa 10’ in 1'12”/41”/25”, agli Assoluti sono poi arrivata quarta con il mio personale sugli 800m di 2'04"28.

Eloisa, quale è stato il momento di svolta della tua carriera?

Il momento di svolta della mia carriera è stato il Campionato italiano Cadetti/e di Sulmona sui 300hs. Non è andato minimamente come avevo sperato, corsi un secondo più lenta di ciò che valevo e vedendo la premiazione delle prime 8 dissi che ai campionati italiani successivi sarei salita anch'io sul podio. Ai Campionati italiani allievi/e indoor di Ancona arrivai seconda sui 400m.

Qual è il rapporto con il tuo coach Emilio De Bonis?

Il rapporto con Emilio è davvero molto bello, perché basato sulla fiducia. Mi fido completamente di lui che sa tenere le redini del mio allenamento per farmi rendere al massimo. Sappiamo quando è il momento di ridere e quando bisogna fare sul serio, entrambi siamo persone che pretendono il massimo. La cosa più importante, che va oltre a qualsiasi discorso, è la passione e l’amore per l’atletica che mi ha saputo trasmettere giorno dopo giorno.

Obiettivi per il 2019 e il tuo sogno nel cassetto?

Il mio obiettivo sono i Campionati Europei Juniores di Boras in Svezia che si disputeranno a luglio. L'obiettivo principale è quello di essere soddisfatta al 100%, non voglio dire altro per scaramanzia. Le Olimpiadi sono sicuramente un sogno a cui è impossibile non pensare, ma bisogna rimanere sempre con i piedi per terra. Come dice il mio papà “Dove arriviamo mettiamo un punto” e con calma e serenità si parte da quel punto per migliorare sempre più.

Quanto è importante il gruppo in uno sport individuale come l’atletica leggera?

Il gruppo è fondamentale. Io amo stare con gli altri, ho continuato a fare atletica grazie al gruppo e agli stimoli che sa darti, è decisamente più bello soffrire tutti insieme. Quest'estate mi sono dovuta allenare da sola ed è stato decisamente meno divertente.

La tua atleta preferita, quella che hai come modello?

Per quanto riguarda gli 800m non ho atlete che preferite, se devo dire un nome direi Allyson Felix, mi è capitato di vedere il suo medagliere e ne sono rimasta davvero colpita. Spero che il mio modello sia la migliore versione di me stessa.

di Paolo Borgiani



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