Lanci azzurri, l'inverno che fa sperare

18 Marzo 2019

Da Fabbri a Fraresso, fino a Fantini, Zabarino e Osakue: l’inizio del 2019 ha mostrato segnali di ripresa per il settore. Il DT La Torre: “Ci siamo rimboccati le maniche”. Vizzoni: “Cambio generazionale in atto”

Lanci e rilanci. L’exploit di Leonardo Fabbri nel peso, il netto progresso di Mauro Fraresso nel giavellotto, la doppia migliore prestazione italiana under 23 di Sara Fantini (martello) e Sara Zabarino (giavellotto), e per ultimo, in ordine di tempo, il +60 metri di Daisy Osakue nel disco. I mesi iniziali del 2019 descrivono il bel momento di salute che finalmente sta attraversando il settore. La spinta l’ha data in primis il fiorentino dell’Aeronautica Fabbri, capace di spingersi fino a 20,69 agli Assoluti indoor di Ancona nel peso, a un centimetro dallo standard d’iscrizione per i Mondiali di Doha (20,70) con la bordata azzurra più lunga dal 2002, per diventare il terzo italiano di sempre nella specialità al coperto dopo il primatista Alessandro Andrei (21,54) e il nuovo coach Paolo Dal Soglio (21,03). La scia di prestazioni di rilievo è proseguita con il primo “ottanta metri” in carriera per il trevigiano delle Fiamme Gialle Fraresso, secondo azzurro alltime con l’attuale giavellotto (81,79 ai Tricolori invernali di Lucca), alle spalle soltanto del recordman nazionale Carlo Sonego (84,60) e miglior lancio degli ultimi venti anni. In Coppa Europa a Samorin, ulteriore linfa l’hanno data le due “Sara”, la parmense dei Carabinieri Fantini con i settanta metri avvicinati nel martello (69,25) e la biellese dell’Acsi Italia Zabarino con quasi quattro metri e mezzo di personale nel giavellotto (58,62), entrambe al record di categoria e quarte delle liste assolute. A completare il quadro è arrivato anche il 60,04 in Texas della torinese neo-entrata nelle Fiamme Gialle Osakue, seconda donna azzurra di sempre a violare il muro dei sessanta, con una prestazione che a un’italiana mancava dal 2003.

Un avvio promettente, seppur ancora a distanza dai vertici mondiali, che va confermato nel corso della stagione soprattutto negli appuntamenti internazionali: Non abbiamo mai abbandonato il settore, anzi abbiamo cercato il modo per rilanciarlo - le parole del Direttore Tecnico Antonio La Torre - ci siamo confrontati con i tecnici con estrema schiettezza, anche alla luce di quanto si era visto agli Europei di Berlino. Estremamente positiva è stata la reazione di tutto l’ambiente in questi primi mesi di lavoro. ‘Rimbocchiamoci le maniche e lanciamo lontano’ è stato il motto di tutti, e il fermento su misure che fanno ben sperare sta dando una scossa. L’obiettivo è qualificare il maggior numero possibile di lanciatori per i Mondiali di Doha”. Alcuni dei protagonisti hanno fatto passi da giganti. “Osakue la aspettavamo: la consideriamo una certezza e questo bel lancio sopra i 60 metri ne è la conferma - osserva il DT La Torre - non vediamo l’ora di riaverla in Italia per proseguire questa crescita. Bello l’inverno di Fabbri, nonostante la prestazione in parte contraddittoria di Glasgow. E bellissima la spallata di Fraresso e la spinta delle giovani Fantini e Zabarino: anche in funzione under 23 si intravede un effettivo rilancio. Voglio sottolineare la scelta della federazione di investire sulla collaborazione di Federico Apolloni, da inserire il prima possibile nella struttura federale come punto di riferimento nel disco. Per la sua formazione, e per tutti i tecnici, continuerà a essere importante il contributo del supervisore di settore Werner Goldmann”.

Professionalità di primo piano sono al lavoro per dare nuovo impulso al settore, a partire dall’advisor Nicola Vizzoni, in perfetta sintonia con i tutor Francesco Angius, Claudia Coslovich, Paolo Dal Soglio, Renzo Roverato. “È un momento di ripresa che è partito da circa due anni e mezzo lavorando sui più giovani - ricorda Vizzoni - Dopo anni di buco, con poca attività di gruppo, abbiamo ricominciato a fare raduni. E adesso l’uno trascina l’altro. C’è una squadra. Il primo obiettivo, appunto, era cercare di ricreare il gruppo dei lanciatori, come esisteva quando gareggiavo io: si lavora insieme, i tecnici si confrontano e i ragazzi sono più stimolati in allenamento. Il centro di preparazione olimpica del CONI di Tirrenia è tornato un punto di riferimento dopo circa 15 anni, è di nuovo ‘la casa’ dei lanciatori, e dal 7 aprile saremo in raduno per puntualizzare il nostro obiettivo sugli Europei U23 e su Doha. Il progetto è ancora più ambizioso e siamo solo all’inizio, ci proponiamo di curare di più la biomeccanica dei lanci, aspetto molto considerato all’estero, ma la federazione con il DT La Torre e i vice Pericoli e Andreozzi ci credono molto e ci hanno sostenuto. Siamo di fronte a un cambio generazionale e ci vuole ancora del tempo. Ma i risultati si cominciano a vedere”.

Nazareno Orlandi

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